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Mobirise

G20s delle spiagge
position papers
dei tavoli tematici

Area management delle destinazioni balneari

GOVERNANCE DELLE DESTINAZIONI E POLICY TURISTICHE REGIONALI

Esperti:
Italo Candoni – Vicedirettore Confindustria Veneto
Stefan Marchioro – Università di Padova

Abstract. L’evoluzione del mercato globale del turismo ha determinato un cambiamento radicale nella costruzione del prodotto turistico non solo in relazione alla promozione ma soprattutto alla commercializzazione del prodotto. La soddisfazione percepita dal turista dipende oggi anche dalla capacità del “sistema destinazione” di gestire l’intero processo di acquisto e consumo e dalla capacità di gestione dell’immagine e della percezione della destinazione stessa prima, durante e dopo la conclusione dell’esperienza. In uno scenario di questo tipo diventa cruciale il coordinamento di tutti gli attori territoriali. È pertanto necessario individuare meccanismi che favoriscano il rapporto cooperativo tra i diversi attori della destinazione rispetto a quello competitivo, puntando a una configurazione della destinazione in termini di “network” e quindi di “coopetition”. I prodotti turistici della destinazione diventano così frutto dell'integrazione dell’offerta e della cooperazione gestionale tra i diversi attori attraverso il coordinamento delle decisioni e il rispetto di standard di qualità e di servizio condivisi. Ecco perché la creazione di organizzazioni per la gestione delle destinazioni rappresenta una priorità e anche uno dei compiti più impegnativi per quei territori a vocazione turistica che vogliano risultare competitivi sul mercato. 

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PIANI URBANISTICI, WATERFRONT E LUNGOMARE, CONTINUITÀ URBANA TRA CENTRI STORICI E MARINA

Esperti:
Francesco Musco – IUAV
Bruno Barel – Avvocato, libero professionista

Abstract. La pianificazione urbanistica delle aree costiere rappresenta un tema di particolare rilevanza per l'Italia perché la regolazione delle attività economiche e di sviluppo e la tutela dell'interfaccia terra/mare costituiscono due punti fermi per il bilanciamento, a livello locale, delle esigenze del turismo con inevitabili obiettivi di sostenibilità ambientale. In particolare, di fronte agli effetti ormai evidenti dei cambiamenti climatici, un'opportuna progettazione e pianificazione urbanistica diventa quanto mai fondamentale per garantire una resilienza di lungo periodo delle attività e della residenzialità nelle aree costiere, anche in vista del Piano nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici promosso dal Ministero dell'Ambiente e approvato a fine 2016 dalla Conferenza Stato-Regioni. Così come diventa importante definire come i sistemi e le infrastrutture di servizi (in primo luogo energia, acqua) possano essere messi a sistema per rendere le città e i sistemi urbani costieri nel loro complesso maggiormente resilienti alle variabilità climatiche, garantendo la funzionalità della stessa anche in situazioni di eventi estremi. Proprio in questo contesto si inserisce poi la recente introduzione della Pianificazione Spaziale Marittima in Italia, come strumento utile a gestire gli spazi e le risorse marine e costiere in un’ottica di sostenibilità ambientale, economica e sociale di lungo termine. La preparazione dei Piani comporterà la necessità di affrontare una serie di sfide, legate non solo alla necessità di conciliare gli obiettivi di crescita economica con la preservazione del buono stato ambientale degli ecosistemi marini e costieri, ma anche di far coesistere altre strategie potenzialmente in conflitto.

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MOBILITÀ E TRASPORTO

Esperti:
Rico Maggi, Stefano Scagnolari – Università della Svizzera Italiana (USI) 

Abstract. L’idea di un modello integrato tra trasporti e turismo, descritto all’interno del Piano Straordinario per la Mobilità Turistica 2017-2022 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), nasce dalla consapevolezza dell’importanza del settore turistico all’interno dell’economia italiana. Nell'ambito del Piano in questione i poli turistici assumono, al pari delle città metropolitane e dei poli industriali, un ruolo strategico preminente, con l’obiettivo di farne dei nodi sinergici e strategici della rete nazionale. Infatti, lo sviluppo dell'intera filiera turistica dipende fortemente dall'efficienza, dalla qualità e dalla capacità della rete di trasporto. Come riconosce il Piano stesso, il viaggio inteso come mobilità verso una meta di vacanza è una parte importante dell'esperienza turistica stessa. Pertanto la pianificazione di sistemi di mobilità efficienti, sicuri e sostenibili è uno strumento fondamentale per aumentare l'attrattività turistica di una destinazione.


Area prodotti e scenari futuri

DIVERSIFICAZIONE DELL'OFFERTA PER DESTAGIONALIZZARSI E INNOVARSI

Esperto:
Stefano Landi – SL&A Società di consulenza del turismo

Abstract. Il Piano Strategico del Turismo 2017-2022, elaborato e condiviso tra tutti i soggetti del turismo italiano, definisce il mare un prodotto “maturo”, fotografando quella fase del ciclo di vita in cui si registrano allo stesso tempo un rallentamento della crescita dei flussi e un aumento della redditività. Una fase in cui le vendite di un prodotto diminuiscono e si stabilizzano nel tempo, e proprio per questo di solito è il momento in cui si interviene con azioni di rivitalizzazione e/o diversificazione. Quanto alle politiche, “il PST punta ad attivare un'offerta complementare ed integrata rispetto alle grandi destinazioni ed ai principali prodotti turistici (tra i quali il mare), da cui partire per conoscere l’enorme patrimonio storico, artistico e paesaggistico diffuso nel territorio”. “Il balneare - prosegue il PST - deve essere valorizzato nella sua complessità attraverso una politica nazionale volta alla sua riqualificazione sia dal punto di vista strutturale che di integrazione con gli altri prodotti territoriali”. Il turismo del mare è chiamato quindi a una grande sfida, puntando alla destagionalizzazione attraverso lo sviluppo di un'offerta territoriale integrata.

GLI EVENTI COME STRATEGIA TERRITORIALE 

Esperto:
Stefano Ravelli, Amministratore Delegato DMO Valsugana Lagorai, Trentino 

Abstract. Negli ultimi anni il binomio turismo-eventi ha caratterizzato sempre più spesso le politiche di sviluppo strategico dei territori. Questo perché, oltre a promuovere e a comunicare la destinazione in modo distintivo, un evento può rispondere a specifiche esigenze di destination management e contribuire in modo massivo all’immagine e all’awareness di una località, arrivando anche alla eventuale riconversione della stessa e a un riposizionamento strategico. I territori infatti possono ricorrere all’organizzazione di avvenimenti sia per affermare e valorizzare la propria offerta territoriale sia per creare delle vere e proprie nuove attrazioni. La peculiarità degli eventi di poter riferirsi a segmenti di mercato ben diversi e di potersi collocare in qualsiasi periodo dell’anno, permette alla DMO di utilizzare le manifestazioni come azioni ben precise per diversificare l’offerta, per destagionalizzarla o anche per consolidare il proprio bacino d’utenza o per cercare di ampliarlo. L’organizzazione di eventi pone però delle questioni: il tema della sicurezza e le misure di safety da adottare in occasione di manifestazioni con massicci afflussi di pubblico, come concerti o altri grandi spettacoli, i processi di misurazione degli impatti e gli indicatori da utilizzare (economici, ambientali, socio-culturali, politici e turistici), la comunicazione e la diffusione degli avvenimenti attraverso ecosistemi digitali e soprattutto come “utilizzare” gli eventi in ottica strategica e all’interno di una pianificazione territoriale condivisa e non come manifestazioni fini a sé stesse.

Area gestione delle spiagge

RIQUALIFICAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE E DEGLI STABILIMENTI BALNEARI

Esperto:
Gianfranco Franz – Università di Ferrara

Abstract. Le principali spiagge italiane, che sono un motore economico di straordinaria forza e longevità, si rivelano al tempo stesso fragili e vulnerabili (dal punto di vista idro-geologico e del cambiamento climatico) e, in molti casi, con le dovute eccezioni, obsolete dal punto di vista della qualità del servizio offerto. Come fare per riuscire a promuovere un nuovo valore paesaggistico delle spiagge, per farle evolvere da luoghi di svago di concezione fordista a contesti accoglienti, personalizzati e curati nel design? È possibile conciliare le esigenze della Direttiva Bolkestein con il valore di una gestione di lungo periodo, ma capace di innovare? Come fare per gestire le spiagge per finalità diverse in momenti diversi? L'arenile può diventare anche un luogo di educazione ambientale alla cultura del mare? Come si può migliorare il ‘paesaggio urbano’ dei lungomare, degli accessi alle spiagge, del confine fra spazi pubblici e spazi privati di hotel, pensioni e condomini? Sono questi i temi rispetto ai quali si confronteranno i partecipanti a questo tavolo.

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DIRETTIVA BOLKESTEIN

Esperto:
Roberto Squarcina – Regione Veneto, Direzione Turismo

Abstract. In base alla normativa vigente, dal 31 dicembre 2020 le amministrazioni pubbliche competenti dovranno procedere all’affidamento di nuove concessioni demaniali marittime con finalità turistica attraverso una procedura a evidenza pubblica. È quanto stabilisce la Direttiva 2006/123/CE, meglio nota come Direttiva Bolkestein, con la quale l'Unione Europea si propone di promuovere la liberalizzazione dei servizi in ambito europeo, ivi compresi i servizi turistici. L'introduzione della Direttiva prevede in particolare che, qualora il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali, gli Stati europei siano obbligati a rilasciare le autorizzazioni in questione attraverso procedure di selezione imparziali e trasparenti tra i candidati potenziali. La Bolkestein dispone inoltre che le autorizzazioni debbano avere una durata limitata adeguata e che non possano essere rinnovate automaticamente. Gli esperti e i partecipanti definiranno un'analisi delle opportunità e dei rischi per lo sviluppo dell'offerta di fronte a procedure comparative per la scelta dei concessionari.

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COMMERCIO E ABUSIVISMO

Esperti:
Andrea Gallo – Comandante della Polizia Locale di San Michele al Tagliamento

Abstract. Quadro legislativo nazionale insufficiente, inefficacia delle sanzioni, carenza di personale della Polizia Locale. Sono queste le principali criticità con cui devono fare i conti i Comuni nella lotta all'abusivismo commerciale, attività illegale ormai sempre più ampia e diffusa nelle località turistiche. Da tempo le amministrazioni comunali hanno supplito all'inefficacia delle sanzioni previste dalle normative nazionali (i bilanci comunali hanno accumulato cospicue somme di sanzioni non pagate) introducendo il sequestro della merce. In futuro potrebbero essere definite nuove sanzioni accessorie legate non alle merci ma alle condizioni soggettive del trasgressore: ad esempio in caso di pendenze amministrative con l'amministrazione pubblica si potrebbe prevedere la sospensione della validità del permesso di soggiorno o il fermo amministrativo del veicolo di proprietà. Alla carenza di personale della Polizia Locale per i limiti alle assunzioni si potrebbe far fronte invece assegnando nuove competenze ai concessionari della spiaggia, che in qualità di incaricati di pubblico servizio potrebbero sanzionare i venditori abusivi.

Area gestione ambientale

EROSIONE DELLE SPIAGGE

Esperto:
Piero Ruol – Università di Padova

Abstract. Per affrontare il problema dell’erosione costiera occorre partire da un monitoraggio periodico del litorale (rilievo sistematico dei fondali, campagne di prelievo dei sedimenti etc.) e da uno studio approfondito delle dinamiche costiere coinvolte (moto ondoso, correnti, etc.). È fondamentale inoltre conoscere i piani di gestione attuati nel passato, le tipologie di opere presenti e la loro risposta alla dinamica costiera, così come la vocazione del litorale coinvolto dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Gli interventi di ripascimento e di protezione delle coste possono essere adottati pur nella consapevolezza che non possono esistere soluzioni con validità temporale infinita. Per affrontare il problema in maniera efficace a lungo termine è necessario passare da una logica emergenziale, con opere realizzate localmente senza una visione generale della costa nel suo insieme, a una strategia di programmazione e progettazione complessiva degli interventi.

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CERTIFICAZIONI AMBIENTALI

Esperti:
Antonio Scipioni, Chiara Pieretto, Filippo Zuliani – Università di Padova

Abstract. Il settore del turismo a livello di Unione europea conta circa 1,8 milioni di imprese principalmente piccole e medie (PMI). Contribuisce al PIL e all'occupazione rispettivamente per il 5 e il 5,2% della popolazione attiva (il che corrisponde a circa 9,7 milioni di persone). Se si considerano gli stretti legami con altri settori economici, questo contributo aumenta ulteriormente: più del 10% del prodotto interno lordo e almeno il 12% dell'occupazione totale, il che corrisponde a 13 milioni di lavoratori. Con questi numeri è chiaro che il tema della sostenibilità sullo sviluppo del turismo in Europa sarà molto importante nei prossimi anni: dalle emissioni inquinanti associabili al trasporto alle problematiche relative ai rifiuti, dall’uso intensivo di risorse naturali all’utilizzo di prodotti a rilevante impatto ambientale, dal disboscamento alle problematiche sulla biodiversità. Sia a livello comunitario che internazionale esistono strumenti a carattere volontario che permettono di implementare in modo strategico delle politiche di sviluppo sostenibile. In particolare esistono schemi di certificazione ambientale applicabili, anche per il turismo, a livello di organizzazione o di specifico prodotto o servizi.

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TURISMO E CAMBIAMENTI CLIMATICI

Esperti:
Antonio Scipioni, Alessandro Manzardo, Matteo Simonetto – Università di Padova

Abstract. Recenti statistiche dell’IPCC (Panel Intergovernativo per la lotta ai cambiamenti climatici), indicano come il turismo contribuisca al 5% delle emissioni di CO2 globali e per il 4,6% al surriscaldamento globale. Queste emissioni sono dovute in particolare al settore dei trasporti (75%) seguito dalle attività di accoglienza (20%) e da altre attività collegate all'offerta turistica, come ad esempio musei, negozi. In linea con altre azioni definite a livello globale, la lotta ai cambiamenti climatici nel settore del turismo deve intraprendere diverse misure riassumibili nelle cosiddette azioni di mitigazione (ad esempio riduzione dei consumi di energia, efficientamento delle reti di trasporto, adozione di modelli di gestione sostenibile) e adattamento (ad esempio interventi di riprogettazione dell'offerta turistica, di progettazione territoriale e di sensibilizzazione dei turisti per l'adozione di comportamenti responsabili a basso impatto ambientale).  

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Area servizi

SANITÀ

Esperto:
Gianna Zamaro – Direzione Centrale Salute Politiche sociali e Disabilità, Regione Friuli Venezia Giulia

Abstract. Le località balneari italiane sono, nella maggioranza dei casi, comuni di dimensioni limitate, spesso con meno di 20 mila abitanti. Piccole cittadine che durante le stagioni estive ospitano però milioni di turisti, sopportando un impatto fortissimo a vari livelli e in particolare sui servizi. Affrontare al meglio la pressione turistica e garantire a ospiti e residenti servizi di eccellenza anche nei periodi di maggior afflusso turistico diventa fondamentale, specialmente in un settore delicato come quello della sanità. Negli ultimi anni le destinazioni balneari hanno cercato di potenziare e ampliare i propri servizi sanitari dedicati ai turisti, offrendo punti di primo intervento e assistenza sanitaria in spiaggia, centri di emodialisi, servizi di assistenza infermieristica e di fisioterapia. In questo contesto il G20s può offrire alle spiagge partecipanti un'importante occasione di confronto rispetto all'organizzazione dei servizi di assistenza sanitaria ai turisti. I partecipanti al summit hanno l'opportunità di scambiarsi idee e buone pratiche in relazione a diversi aspetti di questo delicato comparto: rete del servizio 118, gestione del pronto soccorso, assistenza sanitaria in spiaggia, punti di primo intervento, promozione della salute per la popolazione turistica, operatività dei Dipartimenti di Prevenzione per i controlli delle strutture ricettive, gestione dei rimborsi dei costi sanitari per i turisti provenienti da Paesi stranieri intra ed extra UE.

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GESTIONE DELL'ACQUA E DEI RIFIUTI

Esperto:
Devis Casetta – Biologo, Comitato scientifico di Legambiente

Abstract. Stando ai dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente EEA1 riportati nell’Italian bathing water quality del 2017 circa il 90% delle acque di balneazione è di eccellente qualità, un ulteriore 7% si attesta sulla sufficienza, mentre un 2-1,5% risulta di scarsa qualità ed il restante non classificabile. Dalla campagna di indagini 2018 Goletta verde di Legambiente, invece, solo il 52% dei 261 punti campionati nelle 15 regioni costiere italiane è risultato entro i limiti di legge; il restante 48% è "fortemente inquinato” (39%) e "inquinato” (9%) e la causa di questi risultati è sicuramente da attribuire (secondo Legambiente) alla mala depurazione di cui ancora soffrono vaste aree del nostro Paese. La discrepanza tra i dati EEA e quelli di Legambiente va quindi ricercata nel fatto che le analisi di Goletta Verde si sono concentrate soprattutto su quelle che l’associazione definisce "acque abbandonate” (39% dei punti campionati dai tecnici di Legambiente, pari a 101 su 261), ovvero non più monitorate perché in aree non adibite alla balneazione. Sono numerosi i fattori che influenzano la qualità delle acque di balneazione: dalla capacità dei sistemi di trattamento delle acque di intercettare le fonti di inquinamento puntiforme da insediamenti urbani e produttivi all'efficacia delle politiche di gestione del territorio e del settore primario nel contenimento delle fonti diffuse. Sempre seguendo un approccio “green” ai servizi nei comuni turistici, considerate le peculiarità dei siti balneari si rende necessario un approccio diverso e integrato rispetto alle best practices di una normale gestione dei rifiuti urbani, perseguendo una minore produzione di rifiuti, l'aumento della raccolta differenziata, un'attività di recupero e smaltimento dei rifiuti e miglioramenti nella gestione dell'abbandono dei rifiuti.

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Area finanziamenti e risorse

ACCESSO AL CREDITO

Esperto:
Marco Ferrero – Avvocato, Advance srl

Abstract. Senza le risorse necessarie per effettuare gli investimenti con cui riqualificare l'offerta turistica locale o di area vasta, l'Italia rischia di perdere rapidamente terreno nei confronti dei propri competitor turistici. In un contesto sempre più competitivo diventa fondamentale saper fare sistema, saper investire e quindi reperire risorse per far fronte a progettualità ambiziose e di lungo periodo. Una sfida importante, per la quale occorrerà fare ricorso a tutti gli strumenti disponibili: dall'attrazione degli investimenti privati sulle infrastrutture turistiche ai finanziamenti europei, dall'accesso al credito bancario al sistema di incubatori di start-up, dall'accesso al Microcredito Nazionale alle fondazioni bancarie.

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FONDI EUROPEI

Esperto:
Giancarlo Pegoraro – Agenzia di sviluppo VeGAL

Abstract. Innovazione continua, miglioramento dei servizi, adeguamento alla rivoluzione digitale, sviluppo di reti territoriali locali, salvaguardia dell'ambiente. Sono diverse le sfide che attendono il turismo europeo, un settore cruciale per l'Unione europea a livello economico (insieme con cultura, agroalimentare, edilizia e trasporti vale il 10% del Pil europeo), ma anche culturale e politico. Proprio per questo l'Ue ha previsto anche per il periodo 2014-2020 la possibilità di sostenere il turismo mediante i fondi strutturali (Fesr, Fse, Feamp e Feasr), i fondi a gestione diretta (Life, H2020, Europa Creativa, Cosme, Erasmus+, Easi), i programmi di cooperazione territoriale (interregionale, transnazionale e transfrontaliera), i prestiti o le garanzie bancarie (Feis - Fondo europeo per gli investimenti strategici, attraverso la BEI). Risorse fondamentali, grazie alle quali le destinazioni turistiche europee possono restaurare il patrimonio, costruire infrastrutture, realizzare attività di promozione e di certificazione, programmi formativi, creare parchi e itinerari, rafforzare le imprese e molto altro.

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COOPERAZIONE PUBBLICO-PRIVATO E PROJECT FINANCING

Esperto:
Gianni Zgagliardich – Avvocato, libero professionista

Abstract. In un periodo di vincoli e scarsità di risorse per gli enti locali e statali, il partenariato pubblico-privato rappresenta un'importante opportunità a disposizione delle località turistiche per avviare nuove opere e servizi innovativi. Uno strumento, quello della partnership mista, declinabile in diverse forme (leasing, contratto di disponibilità, in house, ecc.), inquadrate nell'ambito del Decreto Legislativo 50/2016 e delle Linee Guida ANAC e alla luce della normativa in materia di contenimento della spesa pubblica. I lavori del tavolo partiranno da un'analisi delle operazioni di partenariato attualmente in corso o in via di predisposizione nelle 20 spiagge. Una volta che il quadro d'insieme sarà completo sarà possibile suggerire le forme più adatte per attuare concretamente ipotesi di partenariato che abbiano successo e non eludano i vincoli di spesa in capo ai Comuni. Così come sarà possibile valutare eventuali sinergie fra le diverse spiagge per condividere esperienze comuni ed evitare inutili dispendi di risorse. 

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